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Non ti bastava piùla pallida ombra del suo sorriso; 

I RITRATTI di Francesco Pira

 

CARMELO BELLA, UN MUSICISTA CHE NON DIMENTICHEREMO MAI

Il ricordo indelebile di un amico speciale: colto, intelligente e capace di produrre suoni e parole che raggiungevano la nostra anima

 

 

Quello che leggerete è l’articolo più difficile che abbia mai redatto nella mia vita.

Il grande Van Gogh in una lettera al fratello scriveva: “Sento in me un certo potere perché dovunque sia avrò sempre una meta. Dipingere la gente come la vedo e come la conosco”. Ed è questo l’esercizio che proverò a fare. Scrivere è l’unico modo che ho per ricordare, come posso e voglio, una persona che non dimenticherò mai nella vita.

E’ Carmelo Bella, Un amico fraterno che qualche anno fa ci ha lasciato e non è importante rammentare come, Ci ha lasciato e basta! Ha provocato dentro i cuori delle persone che lo amavano un buco che non riusciremo a colmare, con l’immagine sempre impressa negli occhi di un ragazzo tenero.

Quegli occhi che brillavano sempre, quelle battute pronte, quella capacità di rendere ironiche anche le situazioni più tragiche. A Carmelo penso sempre nei momenti belli, e tento di viverli con lui. Poche sere fa mi è accaduta una cosa stupenda che dimostra la grande forza di Internet. Rientravo da una giornata pesante e come faccio sempre prima di andare a letto controllo la posta elettronica. Tra gli indirizzi delle mail in arrivo appare il nome di Ignazio Bella. E’ il papà di Carmelo. Un mito per noi amici di Carmelo. Quell’importante primario di ortopedia dell’ospedale che ci voleva un gran bene anche quando combinavamo delle marachelle. Poche righe per chiedermi come stavo e per annunciarmi che Carmelo, il nostro Carmelo ha un sito Internet: www.carmelobella.it.

Corro subito a navigarlo e piango tanto, come si piange quando si è bambini.

Rivivo attimo per attimo i nostri momenti più belli.

Sento la musica che suonava Carmelo. Rileggo cosa ha scritto di lui Alessio Vitali, mio compagno di scuola alle elementari, la poesia di Giovanni Armenio, le parole scritte con tanto amore dal padre Ignazio. Ripenso per un attimo a quella volta che eravamo stati scoperti dal padre nella terrazza della casa di Carmelo. Eravamo con le nostre ragazze a sbaciucchiarci. Era il periodo del “Tempo delle Mele”, e noi eravamo veramente romantici. Carmelo mi faceva ascoltare la musica custodita gelosamente dal padre: i brani “Sailing” e “Ride Like The Wind” di Christofer Cross.

Io ero terrorizzato della reazione del padre e Carmelo sorrise e mi tranquillizzò.

“Parlo io con mio padre, è un buono lui”. E fu così anche se io per mesi appena incontravo il padre cercavo sempre l’occasione per scappare, per evitare magari qualche battuta a cui non avrei saputo rispondere.

Era davvero bravo Carmelo, come scrive Alessio, sul sito Internet. Ma era soprattutto di una intelligenza  mostruosa. Aveva il coraggio anche di essere una minoranza. Tifava per il Bologna e diceva che un giorno ci sarebbe stato il grande riscatto. Io continuo a tifare la Juve ma ogni volta che il Bologna vince non posso non pensare a Carmelo.

Il suo rapporto con la musica era viscerale. Tutto per lui era musica, suono.

Così come la sua capacità di amare le cose e le persone.

Il mio sogno è quello di intitolare a Carmelo un premio per la “creatività giovanile”. E’ quello di farlo vivere tutte le volte che avremo la capacità di riconoscere la bravura di un ragazzo che ha talento.

E’ un sogno che possiamo tutti insieme realizzare, nel ricordo di Carmelo, ma soprattutto per far comprendere che la nostra città è ricca di persone che hanno un’anima, un cuore, una mente e tanta voglia di vivere. Ho la certezza che Carmelo sarebbe felice di essere ricordato così. Lui amava le persone di talento, e sapeva di avere talento.

Adesso ci accompagna nei pensieri. Ci fa risentire nelle orecchie la sua musica. Io Carmelo ti incontro ogni giorno nelle cose che faccio. E come tuo padre e tua madre e tutti coloro che ti hanno amato, voglio gridare che il corpo può morire ma non l’anima e non i sentimenti. Quelli nessuna arma è capace di ucciderli e nessuna cattiveria può fermarli.

Credimi amico mio.

Del resto come canta Franco Battiato:” Vivere non è difficile….potendo poi rinascere….”

 

 

 

 

 

Francesco Pira

 

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